Massiccia presenza del Movimento per l’Infanzia alla undicesima edizione della “settimana dei bambini del mediterraneo”, manifestazione organizzata dal comune di Ostuni con il supporto di molte città del brindisino. La manifestazione coinvolge oltre 36000 minori, molte le delegazioni estere: Afganistan, Palestina, Burkina Faso, Albania. Molte le case editrici che supportano la manifestazione, un centinaio gli esperti che giungeranno da ogni parte della nazione in Puglia: artisti, psicologi, animatori, scrittori per l’infanzia. Tra questi sette esperti del movimento per l’infanzia che da due anni concede il patrocinio alla manifestazione. Incontreranno i giovani delle scuole superiori: Andrea Coffari da Firenze, da anni impegnato nella difesa dei minori abusati, è il fondatore e presidente nazionale del Movimento per l’Infanzia. Varie volte invitato in Tv per affrontare tematiche legate all’abuso e alla difesa dei minori. Invitato in decine di convegni e corsi di formazione. Luciano Paolucci da Foligno, è il cofondatore ed il copresidente nazionale del Movimento per l’Infanzia. Da anni gira in lungo e largo la Nazione per parlare di Infanzia e minori abusati. È il fondatore dell’Ass.ne “Marcia degli angeli di Foligno”. Moltissime le presenze in Tv per ricordare il sacrificio del figlio Lorenzo. Claudio Foti da Moncalieri, Psicologo e Psicoterapeuta. È Direttore Scientifico del Centro Studi Hansel e Gretel, un’agenzia formativa operante sul territorio nazionale sulle tematiche dell’ascolto, dell’intelligenza emotiva, della protezione e della cura dei bambini e degli adolescenti e per l’ intervento di contrasto al disagio e alla violenza in danno dei minori. È membro dal 2007 dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. Roberto Schifone da Oria, è il fondatore dell’Oratorio “Saremo Il Nuovo Giorno” (S.I.N.G.) punto di riferimento di centinaia fra bambini, ragazzi e giovani. Da oltre quindici anni impegnato in prima linea nella formazione dei giovani, dei formatori, delle famiglie. È il responsabile della regione Puglia del Movimento per l’Infanzia. Roberta Lerici, "Roberta Lerici da Roma, scrittrice. Responsabile del movimento per l’infanzia della regione Lazio, impegnata nella tutela dell'infanzia soprattutto in ambito scolastico dall'esplosione del caso di pedofilia a Rignano Flaminio. E' inoltre responsabile del Dipartimento Infanzia e Stalking di IDV. Dalle Marche invece Maura Bartocetti e Veronica Stalletti da anni presenti nelle scuole di ogni ordine e grado per affrontare, con ragazzi ed insegnanti, tematiche legate al rispetto, alla conoscenza, allo studio dei diritti dell’infanzia. Per maggiori informazioni sulla settimana www.sanvitoinrete.it (speciale settimana), sul movimento per l’infanzia www.movimentoinfanzia.it, per le attività della puglia www.movimentoinfanziapuglia.blogspot.com .martedì 6 ottobre 2009
IL MOVIMENTO PER L'INFANZIA ALLA SETTIMANA DEI BAMBINI DEL MEDITERRANEO
Massiccia presenza del Movimento per l’Infanzia alla undicesima edizione della “settimana dei bambini del mediterraneo”, manifestazione organizzata dal comune di Ostuni con il supporto di molte città del brindisino. La manifestazione coinvolge oltre 36000 minori, molte le delegazioni estere: Afganistan, Palestina, Burkina Faso, Albania. Molte le case editrici che supportano la manifestazione, un centinaio gli esperti che giungeranno da ogni parte della nazione in Puglia: artisti, psicologi, animatori, scrittori per l’infanzia. Tra questi sette esperti del movimento per l’infanzia che da due anni concede il patrocinio alla manifestazione. Incontreranno i giovani delle scuole superiori: Andrea Coffari da Firenze, da anni impegnato nella difesa dei minori abusati, è il fondatore e presidente nazionale del Movimento per l’Infanzia. Varie volte invitato in Tv per affrontare tematiche legate all’abuso e alla difesa dei minori. Invitato in decine di convegni e corsi di formazione. Luciano Paolucci da Foligno, è il cofondatore ed il copresidente nazionale del Movimento per l’Infanzia. Da anni gira in lungo e largo la Nazione per parlare di Infanzia e minori abusati. È il fondatore dell’Ass.ne “Marcia degli angeli di Foligno”. Moltissime le presenze in Tv per ricordare il sacrificio del figlio Lorenzo. Claudio Foti da Moncalieri, Psicologo e Psicoterapeuta. È Direttore Scientifico del Centro Studi Hansel e Gretel, un’agenzia formativa operante sul territorio nazionale sulle tematiche dell’ascolto, dell’intelligenza emotiva, della protezione e della cura dei bambini e degli adolescenti e per l’ intervento di contrasto al disagio e alla violenza in danno dei minori. È membro dal 2007 dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. Roberto Schifone da Oria, è il fondatore dell’Oratorio “Saremo Il Nuovo Giorno” (S.I.N.G.) punto di riferimento di centinaia fra bambini, ragazzi e giovani. Da oltre quindici anni impegnato in prima linea nella formazione dei giovani, dei formatori, delle famiglie. È il responsabile della regione Puglia del Movimento per l’Infanzia. Roberta Lerici, "Roberta Lerici da Roma, scrittrice. Responsabile del movimento per l’infanzia della regione Lazio, impegnata nella tutela dell'infanzia soprattutto in ambito scolastico dall'esplosione del caso di pedofilia a Rignano Flaminio. E' inoltre responsabile del Dipartimento Infanzia e Stalking di IDV. Dalle Marche invece Maura Bartocetti e Veronica Stalletti da anni presenti nelle scuole di ogni ordine e grado per affrontare, con ragazzi ed insegnanti, tematiche legate al rispetto, alla conoscenza, allo studio dei diritti dell’infanzia. Per maggiori informazioni sulla settimana www.sanvitoinrete.it (speciale settimana), sul movimento per l’infanzia www.movimentoinfanzia.it, per le attività della puglia www.movimentoinfanziapuglia.blogspot.com .mercoledì 16 settembre 2009
IL MOVIMENTO PER L'INFANZIA ALLA SETTIMANA DEI BAMBINI DEL MEDITERRANEO
Alla cortese attenzione del Sig. Sindaco di Ostuni
e p.c. al Coordinatore
della Settimana dei bambini del
mediterraneo Prof. Lorenzo Caiolo
e p.c. al Coordinatore
della Settimana dei bambini del
mediterraneo Prof. Lorenzo Caiolo
Oggetto: adesione alla Settimana dei Bambini del Mediterraneo
Egregio Sindaco,
il movimento per l’infanzia Puglia condivide le linee pedagogiche contenute nel progetto della Settimana dei Bambini del mediterraneo, apprezza gli sforzi che i comuni del brindisino aderenti all’iniziativa pongono in essere a favore dell’infanzia pugliese.
Il Movimento per l’infanzia nasce in Puglia, per volere dell'intero Consiglio Direttivo dell'Oratorio S.I.N.G., nel maggio del 2008. Esso si pone l'obiettivo di promuovere una nuova cultura a favore dell'infanzia attraverso il contrasto all'adultocentrismo, valorizzando e promuovendo i principi dell'intelligenza emotiva, cercando di orientare le scelte politiche, la destinazione delle risorse, la sensibilità culturale del nostro tempo verso i bisogni dei bambini e favorendo la scoperta della ricchezza dei valori cui i bambini sono naturali custodi.
Tutto ciò premesso, comunico che il Movimento per l’Infanzia Puglia è felice di aderire alla manifestazione di cui in oggetto concedendo il patrocinio e dando facoltà di utilizzare il logo dello stesso.
Con sentimenti di stima e gratitudine.
Il Movimento per l’infanzia nasce in Puglia, per volere dell'intero Consiglio Direttivo dell'Oratorio S.I.N.G., nel maggio del 2008. Esso si pone l'obiettivo di promuovere una nuova cultura a favore dell'infanzia attraverso il contrasto all'adultocentrismo, valorizzando e promuovendo i principi dell'intelligenza emotiva, cercando di orientare le scelte politiche, la destinazione delle risorse, la sensibilità culturale del nostro tempo verso i bisogni dei bambini e favorendo la scoperta della ricchezza dei valori cui i bambini sono naturali custodi.
Tutto ciò premesso, comunico che il Movimento per l’Infanzia Puglia è felice di aderire alla manifestazione di cui in oggetto concedendo il patrocinio e dando facoltà di utilizzare il logo dello stesso.
Con sentimenti di stima e gratitudine.
Roberto Schifone
Responsabile Regione Puglia
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settimana dei bambini del mediterraneo
venerdì 12 giugno 2009
Si impicca a 9 anni dopo una nota
Milano, s'impicca a 9 anni dopo una notaLo zio: deriso continuamente dai bulli
MILANO (12 giugno) - Un bambino di nove anni si è impiccato ieri pomeriggio con il laccio dei pantaloni della tuta nella sua cameretta a Truccazzano, nell'hinterland milanese, probabilmente a causa di una nota che l'insegnante gli aveva fatto per la scarsa attenzione prestata alle lezioni. Il bambino è stato trovato dalla madre che ha cercato, senza successo, di rianimarlo.L'inchiesta: ipotesi prevalente è suicidio. È quella del suicidio l'ipotesi prevalente sulla morte del piccolo Andrea P. Al momento, infatti, ai carabinieri e agli inquirenti non risultano altre possibili spiegazioni della tragedia che ha distrutto una famiglia e funestato un intero paese. Nuovi elementi potranno forse essere acquisiti dopo aver sentito i compagni di scuola di Andrea e aver riascoltato i genitori che al momento sono straziati dal dolore e poco in grado di ricostruire la vicenda in tutti i più piccoli dettagli. I carabinieri: nessun riscontro su eventuale gioco. Secondo i carabinieri della Compagnia di Cassano D'Adda (Milano), il bambino si è tolto la vita utilizzando i laccetti dell'elastico di una tuta. Non ha trovato riscontri ufficiali, invece, l'ipotesi di un gioco finito male avanzata in ambienti scolastici. «Non escluderei - ha detto il sindaco, Vittorio Sartirana, che a lungo ha confortato i genitori - che il bambino avesse in mente una qualche forma di gioco. Nel senso che forse nel momento in cui ha deciso di compiere quel gesto non si rendeva ben conto della differenza tra la realtà e la finzione». Lo zio: ipotesi bullismo. Non è stata solo una nota, probabilmente, a scatenare l'imprevedibile reazione che potrebbe aver portato Andrea a togliersi la vita. Secondo lo zio, infatti «quella non era la prima nota e lui le prendeva sempre per colpa degli altri, che lo prendevano continuamente in giro». «Non so, forse perchè era magro, con gli occhiali, forse perchè era timido, però era continuamente bersagliato da scherzi da parte dei suoi compagni - dice lo zio Donato C., 33 anni -, il problema è che gli altri erano più furbi e le maestre beccavano sempre lui». «Rimproverato per una ingiustizia». Il fratello della mamma ha confermato che quella di ieri, nell'ultimo giorno di scuola, non era certo la sua prima nota. «Non è attento e non segue la lezione», vi sarebbe scritto sull'appunto portato a casa sul diario del piccolo Andrea. «Lo avevano preso in giro come al solito - dice tra le lacrime lo zio -. Per questo si era distratto e quando la maestra lo ha rimproverato, lui, che si sentiva nel giusto, ha sbuffato alzando gli occhi al cielo. E così è arrivata la nota. Beh, forse nell'ultimo giorno di scuola potevano esser clementi».Lezioni contro il bullismo. Nel suo istituto, la Scuola Primaria Fratelli Ferrandi, proprio il 27 maggio scorso si è tenuta una "Giornata contro il Bullismo", che prevedeva attività di sensibilizzazione tramite la visione di film e discussioni di gruppo.Una piccola scuola con 8 classi. La scuola che frequentava il bambino è la "Fratelli Ferrandi" di via Pascoli. Il piccolo Andrea studiava nella quinta classe. La scuola, una costruzione nuovissima circondata da un prato, ha otto classi - dalla prima alla quinta -, 19 insegnanti per 148 bambini, 29 dei quali sono stranieri, e quattro collaboratori scolastici. L' istituto osserva il tempo pieno e prevede anche il servizio di refezione scolastica. La scuola dipende dalla direzione dell'istituto scolastico comprensivo "Alessandro Manzoni" di Pozzuolo Martesana dal quale dipendono una decina di scuole.Per la preside un gioco finito male. Secondo la preside della scuola, la nota non c'entra nulla ma «è stata solo una tragica fatalità». Ne è convinta Maria Luisa Balconi, la preside dell'Istituto comprensivo di Pozzuolo Martesana da cui dipende anche la scuola Fratelli Ferrandi di Truccazzano, frequentata dal bambino di nove anni trovato ieri impiccato nella sua cameretta. La preside ha incontrato questa mattina i genitori del ragazzo «e anche loro hanno escluso che la nota presa a scuola possa averlo indotto al suicidio: anche il padre mi ha detto che, con tutta probabilità, è stato un gioco finito male». Andrea aveva tutti voti alti. «Ho firmato ieri la sua scheda di valutazione - aggiunge la preside - il ragazzo aveva tutti voti alti e anche la madre mi ha detto che non lo aveva visto particolarmente turbato per la nota, che altro non è che un richiamo scritto. Escludiamo quindi che sia stato un suicidio, l'idea è che abbia sperimentato un gioco finito male».L'inchiesta: i genitori non fanno riferimenti a giochi. Saranno sentiti compagni di classe e maestre nelle indagini per accertare la morte di Andrea, il bambino di 9 anni trovato impiccato nella sua abitazione di Truccazzano, nel Milanese. A quanto si è saputo, nel corso delle indagini i genitori non avrebbero fatto riferimento a un gioco, come invece ipotizzato dal preside della scuola. Andrea aveva di recente preso una nota a scuola e, sempre a quanto si è saputo, ne aveva prese altre in passato.
martedì 26 maggio 2009
SI PUO' MORIRE A 14 ANNI ?
La storia di Francesco ucciso dal bullo
“Ascoltate i vostri ragazzi”.
E’ l’appello fatto da Renata Scerbo, la madre di Francesco, ucciso a soli 14 anni da un ragazzo poco più grande di lui. E’ una storia estrema di bullismo. La sua vita si spegne il 22 novembre del 1995. Ma non è una storia di ieri. Purtroppo è attuale più che mai. Francesco viaggiava con il treno Roma-Nettuno per andare a scuola e l’incontro con un quindicenne più robusto di lui e con una personalità dominante ha fatto scattare un meccanismo che, purtroppo, si ripete molte, troppe volte nelle dinamiche di gruppo fra adolescenti. “Francesco era un ragazzo tranquillo - racconta la madre a Tgcom - mi aveva accennato a incontri con coetanei che mostravano una certa invidia per la sua vita allegra e piena di interessi”.
Ma un giorno quello che nasce come battute e come sfottò si trasforma in un meccanismo mortale. Il bullo impedisce a Francesco di scendere alla fermata di casa, quella di villa Claudia, e poi lo lascia passare. “Francesco era già a terra quando quel ragazzo lo invita a dargli il 'cinque' in segno di riconciliazione, di acqua passata” spiega Renata Scerbo. Ma qualcosa scatta nella mente del ragazzone rimasto sul treno. “Afferra la mano di mio figlio con il gesto tipico del braccio di ferro e non lo lascia più fino a che il treno non è ripartito. Gli altri ragazzi gli urlavano di lasciarlo. Ma lui non lo ha lasciato se non quando il treno aveva cominciato a prendere velocità”, racconta. Finisce così la vita di un ragazzo tranquillo con una famiglia serena e tanti sogni nel cassetto. Si può morire a 14 anni per questo? E’ una domanda che continua a farsi la madre, che si fanno i giovani come lui e tutti coloro i quali apprendono la vicenda. Che si fanno sociologi, psicologi, esperti di pedagogia, insegnanti, genitori. Lo ha fatto anche Adriana Battaglia, dirigente scolastico e autrice di "Io non ho paura. Storie di vittime e di bulli”. Un libro che racconta storie, spiega il fenomeno, cerca e analizza le cause. E trova anche le soluzioni. “Nel mio libro ci sono esempi di storie andate a buon fine. Vuol dire che sconfiggere il bullismo si può”. Testimonianze importanti che aiutano a capire un fenomeno per la soluzione del quale pare esserci solo l’impegno dei grandi ad ascoltare e capire anche da piccoli segnali i disagi dei più giovani. Il bullo che ha ucciso Francesco si chiama Fabio. Il processo è terminato nel 2007. L’80% delle responsabilità è stato riconosciuto al ragazzo e il 20% alle Ferrovie dello Stato, per non essersi accorti di quello che stava accadendo e aver dato via libera al treno. Fabio non ha mostrato di aver capito quanto grave fosse il suo gesto da spaccone e non ha mai scontato neanche un giorno di carcere.
Lucia Bucolo
Ma un giorno quello che nasce come battute e come sfottò si trasforma in un meccanismo mortale. Il bullo impedisce a Francesco di scendere alla fermata di casa, quella di villa Claudia, e poi lo lascia passare. “Francesco era già a terra quando quel ragazzo lo invita a dargli il 'cinque' in segno di riconciliazione, di acqua passata” spiega Renata Scerbo. Ma qualcosa scatta nella mente del ragazzone rimasto sul treno. “Afferra la mano di mio figlio con il gesto tipico del braccio di ferro e non lo lascia più fino a che il treno non è ripartito. Gli altri ragazzi gli urlavano di lasciarlo. Ma lui non lo ha lasciato se non quando il treno aveva cominciato a prendere velocità”, racconta. Finisce così la vita di un ragazzo tranquillo con una famiglia serena e tanti sogni nel cassetto. Si può morire a 14 anni per questo? E’ una domanda che continua a farsi la madre, che si fanno i giovani come lui e tutti coloro i quali apprendono la vicenda. Che si fanno sociologi, psicologi, esperti di pedagogia, insegnanti, genitori. Lo ha fatto anche Adriana Battaglia, dirigente scolastico e autrice di "Io non ho paura. Storie di vittime e di bulli”. Un libro che racconta storie, spiega il fenomeno, cerca e analizza le cause. E trova anche le soluzioni. “Nel mio libro ci sono esempi di storie andate a buon fine. Vuol dire che sconfiggere il bullismo si può”. Testimonianze importanti che aiutano a capire un fenomeno per la soluzione del quale pare esserci solo l’impegno dei grandi ad ascoltare e capire anche da piccoli segnali i disagi dei più giovani. Il bullo che ha ucciso Francesco si chiama Fabio. Il processo è terminato nel 2007. L’80% delle responsabilità è stato riconosciuto al ragazzo e il 20% alle Ferrovie dello Stato, per non essersi accorti di quello che stava accadendo e aver dato via libera al treno. Fabio non ha mostrato di aver capito quanto grave fosse il suo gesto da spaccone e non ha mai scontato neanche un giorno di carcere.
Lucia Bucolo
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